Fiore di Latte al primo posto in Friuli Venezia Giulia secondo Dissapore
Un riconoscimento che racconta un percorso fatto di ricerca, equilibrio e legame con il territorio.
Fiore di Latte è stata indicata da Dissapore al primo posto nella classifica delle migliori gelaterie artigianali del Friuli Venezia Giulia del 2026 (Le 6 migliori gelaterie artigianali del Friuli Venezia Giulia del 2026).
Un riconoscimento importante, arrivato dopo l’ingresso nella selezione delle 100 migliori gelaterie artigianali d’Italia, dove la gelateria di Gradisca d’Isonzo ha raggiunto il 78o posto (Le 100 migliori gelaterie artigianali d’Italia del 2026 secondo Dissapore).
Due risultati che raccontano un percorso costruito nel tempo attraverso studio, sperimentazione e una continua ricerca dell’equilibrio.




È il percorso che Roberto Comelli porta avanti da oltre vent’anni nel laboratorio Fiore di Latte, dove ogni ricetta nasce dall’incontro tra conoscenza tecnica, sensibilità gastronomica e rispetto per la materia prima.
Nel raccontare Fiore di Latte, Dissapore sottolinea proprio questa crescita costante: una proposta ampia e coerente, capace di valorizzare il territorio senza chiudersi nei suoi confini. Ogni ingrediente viene scelto per la sua qualità, la sua identità e la sua capacità di raccontare una storia, che sia quella di un produttore locale o di un’eccellenza proveniente da altri territori.
Il Friuli Venezia Giulia rimane il punto di partenza di questo percorso: nelle ricette ispirate alla cucina regionale, nella collaborazione con piccoli produttori, nell’incontro con aziende agricole e nella volontà di trasformare il gelato in uno strumento capace di raccontare luoghi, persone e tradizioni.
È questo il senso del lavoro di Fiore di Latte: fare del gelato non soltanto un prodotto artigianale, ma un linguaggio capace di raccontare ingredienti, territori e cultura gastronomica.
Dissapore ha riconosciuto anche il lavoro di sperimentazione applicato alle erbe, ai fermentati e alla rilettura della cucina locale, apprezzandone l’equilibrio, l’eleganza e una dolcezza sempre misurata.
Sono aspetti che rappresentano il modo in cui Roberto Comelli pensa e costruisce il gelato.
Dietro ogni gusto c’è molto più di una ricetta. C’è la conoscenza delle materie prime, lo studio delle interazioni tra zuccheri, fibre e grassi, il rispetto della stagionalità, il lavoro sulle infusioni, sulle fermentazioni e sulle tecniche che permettono a ogni ingrediente di esprimere al meglio il proprio profilo aromatico.
Ogni gelato nasce dall’ingrediente, non da una formula standard.
Anche di fronte a un abbinamento inatteso, l’obiettivo non è sorprendere a ogni costo, ma costruire un percorso gustativo leggibile, equilibrato e piacevole, nel quale ogni elemento abbia un ruolo preciso senza sovrastare gli altri.
È in questa visione che prende forma il significato di “Più gusto, più giusto”. Più gusto, perché ogni materia prima deve potersi esprimere in modo pieno,
nitido e riconoscibile.
Più giusto, perché ogni ricetta nasce da scelte consapevoli, ingredienti selezionati e un metodo di lavoro che mette la qualità prima delle scorciatoie.
Una filosofia che incontra anche i criteri dichiarati da Dissapore per la propria classifica: qualità sensoriale del gelato, provenienza delle materie prime, sostenibilità delle scelte, creatività, ricerca e coerenza dell’offerta.
Questo riconoscimento porta il nome di Fiore di Latte, ma nasce da un lavoro condiviso.
Appartiene allo staff, che ogni giorno trasforma il lavoro del laboratorio in accoglienza, attenzione e servizio. Appartiene ai produttori e agli artigiani che affidano alla gelateria le loro materie prime. Appartiene a Gradisca d’Isonzo, città di confine e di incontri, che continua a essere una parte fondamentale dell’identità di Fiore di Latte.
E appartiene alle persone che ogni giorno scelgono il nostro gelato: a chi lo fa da molti anni, a chi arriva da lontano, a chi entra per la prima volta e a chi continua ad accompagnare questo percorso con curiosità, fiducia e affetto.
Essere al primo posto in Friuli Venezia Giulia secondo Dissapore non cambia il nostro modo di lavorare.
Accresce, semmai, il senso di responsabilità.
La ricerca continuerà attraverso nuovi ingredienti, nuovi incontri e nuovi modi di raccontare il gelato artigianale, senza perdere di vista ciò che rimane essenziale: il gusto, l’equilibrio, la materia prima e l’identità.
Perché questo risultato non conclude un percorso.
Conferma semplicemente che la direzione intrapresa è quella giusta.










































